modulo 02 / lezione 08

Anatomia del prompt operativo

Obiettivo: una cosa, verbo-oggetto-criterio

Formulare obiettivi singoli, osservabili e verificabili che eliminino l'ambiguità sull'output atteso.

60 minPrompt Engineering

Obiettivo: una cosa, verbo-oggetto-criterio

L’obiettivo è il centro del prompt. Se è vago, il modello deve scegliere da solo che cosa significa “migliorare”, “sistemare”, “ottimizzare” o “rendere più professionale”. Uno sviluppatore non dovrebbe delegare questa decisione al modello.

Perché questa lezione conta

Molti prompt falliscono perché contengono obiettivi multipli, impliciti o non verificabili:

  • “migliora questa pagina”;
  • “sistema il codice”;
  • “rendilo più pulito”;
  • “fammi una soluzione migliore”;
  • “aggiungi test dove serve”.

Sono richieste comprensibili tra persone che condividono contesto, ma deboli per un LLM. Un buon obiettivo deve dire: quale azione, su quale oggetto, con quale criterio di completamento.

La formula

Verbo + oggetto + criterio osservabile

Esempi:

Obiettivo vago Obiettivo operativo
Migliora questa funzione Riduci la duplicazione nella funzione parseInvoice senza cambiare output e mantenendo i test verdi
Sistema la pagina Correggi il layout mobile della pagina corso evitando overflow sotto 360px
Aggiungi test Aggiungi test per input vuoto, input malformato e caso valido della funzione normalizeEmail
Ottimizza il prompt Riduci il prompt del 30% mantenendo ruolo, vincoli e formato JSON

Il criterio osservabile è la parte più importante: dice quando il lavoro è finito.

Un obiettivo per prompt

Un prompt può avere più passaggi, ma dovrebbe avere un solo obiettivo principale. Se chiedi nello stesso messaggio “analizza, rifattorizza, aggiungi test, aggiorna docs e proponi una nuova architettura”, rendi difficile controllare il risultato.

Meglio dividere:

  1. analizza il problema;
  2. proponi un piano;
  3. applica una patch minima;
  4. aggiungi test;
  5. aggiorna documentazione.

Ogni passaggio produce un output verificabile.

Criteri osservabili

Un criterio può essere:

  • un comando che passa;
  • un test che falliva e ora passa;
  • un formato rispettato;
  • un numero massimo di righe o finding;
  • un comportamento visibile;
  • un set di file toccati;
  • una soglia di performance;
  • un vincolo di compatibilità.

Esempio:

Obiettivo:
Aggiorna la pagina del corso Prompt Engineering per mostrare 8 moduli e 40 lezioni.

Criteri:
- non cambiare slug delle lezioni esistenti;
- `npm run build` deve passare;
- il testo hero deve citare produzione e governance;
- nessuna modifica a routing o deploy.

Laboratorio guidato

Riscrivi cinque obiettivi vaghi usando la formula verbo-oggetto-criterio.

Parti da questi:

  1. “Migliora questo componente”;
  2. “Semplifica il codice”;
  3. “Trova i problemi”;
  4. “Aggiungi documentazione”;
  5. “Rendi il prompt migliore”.

Per ogni frase compila:

Verbo Oggetto Criterio

Poi prova il prompt riscritto e verifica se l’output è più facile da accettare o rifiutare.

Output atteso

Una matrice di obiettivi tipo per generazione, modifica, analisi e revisione.

Esempio:

Generazione:
Genera <artefatto> con <interfaccia/formato> coprendo <casi>.

Modifica:
Modifica <file/modulo> per ottenere <comportamento> senza cambiare <vincolo>.

Analisi:
Analizza <input> e restituisci <categorie> con <criterio di severità>.

Revisione:
Revisiona <diff> segnalando solo <problemi> sopra <soglia>.

Checklist di verifica

  • l’obiettivo contiene un verbo preciso;
  • l’oggetto è identificabile;
  • il criterio permette di dire fatto/non fatto;
  • il prompt non mescola task incompatibili;
  • l’output richiesto corrisponde all’obiettivo.

Errori comuni

Usare verbi deboli. “Migliora” e “sistema” vanno tradotti in azioni specifiche.

Chiedere più lavori nello stesso obiettivo. Se non puoi revisionare il risultato in un unico diff, probabilmente il task è troppo largo.

Dimenticare il criterio. Senza criterio, il modello ottimizza per plausibilità, non per completamento.

Collegamenti

  • Modulo: Anatomia del prompt operativo — lezione 8 del corso.
  • Lezione precedente: Contesto: cosa esiste, cosa serve sapere, cosa non inventare.
  • Prossima lezione: Vincoli: file ammessi, dipendenze, pattern, divieti.